Digital Marketing
Google Ads: i tre modi più comuni di bruciare budget (e come evitarli)
Su Google Ads il modo più rapido per bruciare budget è anche il più diffuso: portare traffico giusto su una pagina sbagliata. E altri due classici.
Google Ads ha un difetto che è anche il suo pregio: spendere è facilissimo. Imposti una campagna in mezz’ora e il budget inizia a scorrere. Il problema è che scorre comunque, che la campagna sia fatta bene o male, e capire la differenza richiede di guardare i punti giusti.
Ci sono tre modi classici di bruciare soldi. Li vediamo spesso, e hanno tutti la stessa radice: si guarda al clic invece che a cosa succede dopo il clic.
Primo: traffico giusto, pagina sbagliata
Capita di vedere campagne ben costruite, parole di ricerca azzeccate, persone in target che cliccano, e poi atterrano su una home generica o su una pagina che parla d’altro. La persona cercava una cosa precisa, trova un discorso vago, e se ne va. Hai pagato il clic e non hai ricavato niente.
La pagina di destinazione deve rispondere esattamente a quello che la persona cercava quando ha cliccato. Se cerca “assistenza caldaie a Padova”, deve trovare l’assistenza caldaie a Padova, non il chi siamo.
Secondo: pagare per chi non comprerà mai
Senza un presidio attento, una campagna intercetta anche ricerche che non porteranno mai a un cliente. Chi cerca lavoro nel tuo settore, chi cerca la versione gratis di quello che vendi, chi cerca tutt’altro e capita lì per una parola ambigua.
Ogni clic di questi è budget che esce e non torna. Si governa escludendo le ricerche sbagliate, una pulizia noiosa che fa una differenza concreta sul costo per cliente.
Terzo: misurare i clic invece dei clienti
Una campagna che porta tanti clic a basso costo sembra un successo. Poi guardi quanti di quei clic sono diventati una richiesta o una vendita, e a volte il quadro si rovescia: la campagna “cara” che portava pochi clic stava in realtà portando i clienti. Senza la misura di cosa succede dopo il clic, si ottimizza il numero sbagliato e si premia la campagna che riempie i grafici invece di quella che riempie il fatturato.
Il filo che tiene insieme i tre errori
In tutti e tre i casi l’attenzione è ferma troppo presto, sul clic, mentre il valore è più avanti, sul cliente. Google Ads funziona quando si guarda l’intero percorso: la ricerca giusta, la pagina che le risponde, e la misura onesta di cosa è successo dopo.
È meno immediato che guardare il costo per clic, e porta a spendere su quello che porta clienti invece che su quello che porta numeri.
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