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Comunicazione

I cambi piccoli sull’UX che muovono il fatturato

Si pensa che per migliorare un sito serva rifarlo. Spesso bastano cinque o sei interventi mirati nei punti dove le persone si fermano, e i numeri cambiano.

Quando un sito non converte come dovrebbe, il riflesso è pensare di rifarlo. Quasi mai serve. Quasi sempre il problema sta in cinque o sei punti precisi del percorso che le persone fanno, e basta lavorare lì per spostare il numero. Non è teoria: lo vediamo ogni volta che mettiamo le mani in un’analisi seria.

La differenza tra “rifare il sito” e “migliorare l’UX” è sostanziale, ed è anche economica. Il primo è un progetto da mesi, il secondo è un lavoro di settimane con effetti misurabili.

I punti dove di solito si perde gente

Il modulo di contatto. Tante richieste in meno arrivano perché il form chiede quindici campi, alcuni obbligatori, e dal telefono diventa un’impresa. Togliere tutto quello che non serve davvero spesso raddoppia le compilazioni.

Il bottone d’azione. “Scopri di più” su un servizio che si poteva chiamare “Richiedi un preventivo”. Una parola fa la differenza tra una persona che clicca per curiosità e una che clicca per fare. Tutta la conversione passa da lì.

Le informazioni che mancano dove dovrebbero esserci. Il prezzo che si trova in fondo a tre click, l’orario solo dentro la mappa, la modalità di pagamento non specificata da nessuna parte. La persona non chiede, se ne va.

La pagina mobile dimenticata. Si testa il sito sul portatile del designer e si dimentica che il 70% dei visitatori arriva dal telefono. Bottoni troppo piccoli per il dito, testi che si tagliano, popup che coprono tutto.

Come si trovano i punti giusti su cui agire

Si guardano i dati. Dove le persone entrano, in quale pagina si fermano, su quale bottone non cliccano. Non servono strumenti complicati: anche i numeri base raccontano dove sta il blocco.

Si testa con persone vere. Tre o quattro persone che non hanno mai visto il sito, una stanza tranquilla, una richiesta semplice del tipo “trova X” o “richiedi Y”. Si guardano. Dove si fermano, dove chiedono “e adesso?”, quello è il punto da sistemare.

Si parte dalle cose meno costose. Cambiare un testo costa poco e a volte cambia tanto. Cambiare il layout costa di più e ha senso solo dopo che le cose semplici sono state provate.

Cosa aspettarsi, dopo

Non aspettarti che cambi tutto in una settimana. Aspettati piuttosto di vedere, sui dati, un mese dopo, qualcosa di diverso. Più richieste, meno abbandoni, persone che restano più a lungo nelle pagine che contano.

Il sito non sembrerà diverso. La gente lo userà meglio. Da fuori non si nota. Sui numeri sì, ed è quello che importa.

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