Comunicazione
L’alberatura di un sito decide se la gente trova quello che cerca
Si chiama alberatura perché somiglia a un albero: tronco, rami, foglie. È la struttura nascosta che fa la differenza tra un sito che si esplora e uno in cui ci si perde.
Quando una persona apre un sito non guarda l’alberatura. La usa, senza saperlo, ogni volta che decide dove cliccare. Si chiama alberatura perché somiglia a un albero: dalla home come tronco si dipartono i rami principali, da quelli si dipartono i sotto-rami, fino alle foglie che sono le singole pagine. È la struttura nascosta che decide se la gente arriva dove voleva o se si perde a metà strada.
L’alberatura non è una cosa da designer. È una scelta di posizionamento. Cosa metti in evidenza al primo livello dice cosa conta per te. Cosa nascondi due livelli sotto dice cosa per te conta meno, anche se non l’hai mai detto a parole.
Cosa va al primo livello (e cosa no)
Al primo livello, quello visibile dalla home senza cliccare, vanno le cose che servono al visitatore per capire chi sei e cosa fai. Non quello che a te interessa di più raccontare, ma quello che a chi atterra serve sapere subito.
Spesso le aziende mettono in primo piano “Chi siamo” e “I nostri valori”, e relegano i servizi al menu secondario. È un riflesso che capisco. Però il visitatore arriva quasi sempre per capire se sei la risposta a un suo bisogno, non per leggere la tua storia. La storia interesserà dopo, quando avrà già deciso che sei rilevante.
I segnali di un’alberatura che non regge
Il menu si gonfia. Voci che si sovrappongono, sotto-menu lunghissimi, link in fondo alla pagina perché in alto non ci stanno più. È il sintomo di un sito che ha aggiunto cose nel tempo senza riorganizzarsi.
Le persone cercano un’informazione precisa e non la trovano. Il “Contatti” sepolto in un sotto-livello, l’orario di apertura solo nel footer, la pagina del servizio principale a tre clic dalla home. Ogni clic in più è un’occasione per andarsene.
Quello che vendi non ha un posto chiaro. Se il tuo servizio principale è sotto “Cosa facciamo” → “Aree” → “Specializzazioni” → “Servizio X”, per il visitatore quel servizio non esiste. Esiste solo quello che si raggiunge in due clic.
Come si rifa, quando va rifatta
Si parte dai contenuti, non dalle voci di menu. Si elencano tutte le pagine che esistono, e si raggruppano per cosa servono al visitatore, non per come sono nate. Spesso saltano fuori pagine doppione, pagine vecchie che nessuno ricordava, pagine fondamentali sepolte.
Poi si scelgono le strade principali. Al massimo cinque o sei voci al primo livello, ognuna che porta a un blocco coerente. Quello che non sta in queste strade non è importante: o lo mettiamo nei piani sotto, o lo togliamo del tutto.
Un’alberatura fatta bene non si nota. Le persone arrivano dove devono arrivare e non ci pensano. È esattamente il segno che funziona.
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